E mi chiedo: a cosa serve tutto questo. Cosa serve e a cosa può servire. L’immenso sta, e s’infrange ora, proprio innanzi a questi occhi e dentro queste orecchie, e d’immensa sabbia, guarda: si nutre; culla giovani vite ribelli, porta vento e schiuma. Ma come? Una duna. Quale potere arrogante sa creare una duna in così pochi istanti? E perché? Perché? Devo spostarmi. Oso chiedere al vento una risposta poiché l’arrogante adesso son io che dell’immenso infranto faccio un saggio e personale amico, ma il vento porta solo grida soddisfatte, alte e basse, stridule e sarcastiche, e i gabbiani festeggiano l’ora del ricco pasto. S’è fatto l’imbrunire; stanche braccia a chiudere ombrelli, e a spazzar granelli da cementi in arenile, così, stanco dei miei dubbi saluto il fruscio, faccio pieno respiro di sale, chiudo gli occhi, e sornione me ne vo sorridendo, sapendo che ho creato un nuovo ricordo, e s’è scritta, così, una nuova poesia.
D’Izzia Roberto (20/06/2023, ore 20:45)
Per le immgini e la musica di sottofondo:
Music by FIFTYSOUNDS (Track: Eurynome)
Video by Pexels (“More like this” Di Philippe WEICKMANN)
