Poesie di Roberto D’Izzia – Poesia lenta

E mi chiedo: a cosa serve tutto questo.
Cosa serve e a cosa può servire.
L’immenso sta, e s’infrange ora,
proprio innanzi a questi occhi
e dentro queste orecchie, 
e d’immensa sabbia, guarda: si nutre; 
culla giovani vite ribelli, porta vento e 
schiuma.
Ma come?
Una duna.
Quale potere arrogante 
sa creare una duna in così pochi istanti? 
E perché?
Perché?
Devo spostarmi.
Oso chiedere al vento una risposta
poiché l’arrogante adesso son io
che dell’immenso infranto faccio un saggio
e personale amico,
ma il vento porta solo grida soddisfatte, 
alte e basse, stridule e sarcastiche, 
e i gabbiani festeggiano l’ora del ricco
pasto.
S’è fatto l’imbrunire;
stanche braccia a chiudere ombrelli, e a 
spazzar granelli da cementi in arenile, 
così,
stanco dei miei dubbi saluto il fruscio,
faccio pieno respiro di sale, 
chiudo gli occhi, 
e sornione me ne vo sorridendo, 
sapendo che ho creato un nuovo ricordo, 
e s’è scritta, così, una nuova poesia.

D’Izzia Roberto (20/06/2023, ore 20:45)

Per le immgini e la musica di sottofondo:
Music by FIFTYSOUNDS (Track: Eurynome)
Video by Pexels (“More like this” Di Philippe WEICKMANN)

Poesie di Roberto D’Izzia

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