Nel cuore della Poesia 09/09/2023: uno spettacolo carico d’energia

Cosa mi resta di una serata speciale (emozioni e VIDEO dello spettacolo)

La sera è fresca, al Noceto Bioenergetico di Vittorio Garavini; Malmissole è una piccola e silenziosa frazione alle porte di Forlì che nulla ha a che vedere con il caos della città, ed io mi preparo all’esibizione più importante della mia vita con una nuova, incredibile calma. (guarda il VIDEO riassunto a fine articolo)
Questa volta, so di essere immerso in un ambiente a me consono, ma non è un caso: la location mi è stata suggerita da una conoscente che probabilmente sa cosa penso della natura e, dopo una lunga, proficua chiacchierata col gestore, è stato subito facile capire che mi sarei trovato a mio agio.

Le stelle, così come una discreta striscia di luna, ciuffi d’erba ed una pagoda poco più in là, fanno da scenografia naturale per questa esibizione molto particolare, in cui metterò a nudo la mia essenza, e lo farò in versi; poesie e monologhi blues, ma anche dialoghi diretti al pubblico, faranno dello spettacolo intitolato Nel cuore della Poesia un lungo discorso, durante il quale cercherò di esprimere il valore della parola per Homo Sapiens, e il senso di ciò che l’essere umano può percepire e trasmettere ai suoi simili.

Oppure, ciò che non percepisce nel quotidiano.

Un’ora e mezza.
Tanto è durata la performance (guarda il VIDEO riassunto a fine articolo), ed ho anche dovuto cambiare programma strada facendo, consapevole di non poter dilatare troppo i tempi; mi sarei spinto anche oltre, avendo concentrato due serate in una, ma il freddo campagnolo e l’umidità s’eran fatti insinuanti, ed avrei perso sia pubblico che corde vocali.
Più i minuti passavano, più sentivo scorrere l’energia dentro me con una potenza ed una fluidità incredibili; non si è trattato semplicemente di interpretare delle poesie e dei monologhi, ma di mandare con forza i messaggi insiti in quelle parole, una seconda volta; la prima volta percepisci e scrivi, la seconda interpreti.
Le parole prendono vita, e s’infiammano, senza nulla togliere alla mia lucidità; il buon Stanislavskij insegnava che bisogna sì cercare il vero in scena, ma senza farsi sopraffare dalle emozioni, tenendo sempre a mente il super-compito assegnato al personaggio.

Nel mio caso, il super-compito è il messaggio finale di tutto lo spettacolo, di tutte le poesie messe in fila, dalle trasfigurative alle erotiche, dalle laconiche fino a quelle ironiche, monologo compreso: siamo immersi in una rete spazio-temporale che ci accomuna, fatta di vibrazioni, che può essere percepita con chiarezza e farci vivere più in profondità le nostre spoglie mortali, rendendoci più quieti, amorevoli e sinceri.
Sinceri con gli altri, ma soprattutto con noi stessi.

Ecco che finisco, con l’ultimo pezzo, per parlare di paura, la paura che pare bloccare la vita di un sacco di persone e che, invece, per me che ho affrontato un intervento cerebrale e relativi esami per oltre cinque giorni – con elettrodi impiantati nella corteccia -, ormai è diventata una questione molto, molto relativa.

Ma non fraintendetemi: non è la malattia rara che fa di me un uomo coraggioso bensì, rivedendo cosa riesco ad essere sul palco, la certezza di essere sulla via giusta per la vita vissuta.

p.s.: Vuoi portare questo spettacolo nella tua città?
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Guarda il video riassunto dello spettacolo qui sotto:

Presentazione spettacolo per Tournée (Roberto D’Izzia, AttoreZen)
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