Martedi 10/10/2023, ore 20.35, Italia.
Ormai è buio, mentre faccio fare la passeggiata al cane, e mi dirigo in una zona di aperta – o quasi – campagna.
Come di consueto, alzo gli occhi al cielo, perché uno sguardo verso l’infinito mi aiuta sempre a riflettere, soprattutto in periodi complicati come questo, e le stelle son lì; ne vedo poche, questa sera, per via dell’inquinamento visivo di luci dietro di me, e di qualche nube.
Eppure brillano, splendidamente; così mi perdo a fissarle, mentre la cagnolina tira verso cespugli per lei molto più interessanti, e comincio quel processo di connessione col tutto che, per farla semplice, si potrebbe chiamare meditazione.
Tre stelle, però, attirano la mia attenzione in modo particolare, perché disposte a formare una costellazione che non mi sembra di aver mai visto; un perfetto triangolo rettangolo dove, di solito, vedo tutt’altro. Le forme geometriche perfette in natura mi insospettiscono sempre; mi affascinano, certo, ma le guardo con circospezione; la natura è meravigliosamente asimmetrica, anche nei frattali dei broccoli romaneschi o nelle ripetizioni matematiche della sezione nei finocchi, e il mio lobo frontale classifica immediatamente la perfezione geometrica come regno artificiale i casi simili al triangolo rettangolo che stavo osservando nel cielo.
Mentre osservo quella curiosa conformazione, due punti su tre paiono muoversi, lentamente ed in parallelo; si allontanano dalla stella che punta l’angolo retto, in basso a destra, e sembrano viaggiare verso sinistra.
Io, incredulo, sbatto le palpebre più volte nel buio per vedere meglio cosa sta accadendo.
– E che cavolo, gli antiepilettici ora dànno anche le allucinazioni! – borbotto, mentre tiro il cane, che nel frattempo prova a scappare nel buio; le due luci, però, si stanno muovendo davvero.
Un istante dopo, infatti, la mia vista oramai abituata al buio individua un’altra coppia in movimento; che stupido, penso, sono aerei… ma non di linea, perché quelli li vedi molto più bassi, da queste parti, con luci rosse lampeggianti.
Devono essere mezzi militari, che volano alti, molto alti, e vanno lenti; così lenti non li avevo visti mai, da far venire i brividi; sembrano sospesi nell’aria, quasi come elicotteri, ma viaggiano secondo traiettorie troppo precise ed equidistanti fra loro, e secondo la mia rudimentale conoscenza della fisica, due elicotteri farebbero fatica ad ottenere tali prestazioni a quelle altitudini.
Si tratta di mezzi ad alta tecnologia, probabilmente, ma non lo so e non posso saperlo, e non sapere (non capire, anzi) cosa mi passa per la testa è una sensazione sgradevole.
Ecco, la terza coppia, questa volta in direzione opposta alle altre, vanno verso la mia destra, e poi una quarta, pare perpendicolare, dal basso all’alto, ma è un effetto ottico.
Non vedo più stelle, nel buio, ma luci che si muovono ovunque, lente, di una precisione micidiale; mi sento nudo, osservato.
Quattro coppie di mezzi che girano nel cielo, molto alte, e molto lente, proprio adesso, proprio oggi. Potrebbero essere droni, satelliti per le telecomunicazioni.
Ma nel mondo, in questo momento, infiammano conflitti che coinvolgono direttamente o indirettamente anche la nazione di cui faccio parte.
Nel buio quasi totale, così, capisco in pochi minuti che mi trovo sotto un inequivocabile cielo di guerra, e capisco anche perfettamente il perché; una piccola porzione di mondo ha deciso che la pace si fa con le armi, ed io vivo proprio lì.
(immagine tratta da https://www.quotidianodipuglia.it)
