a STAND UP COMEDY by Roberto D’Izzia

Che, poi, STAND UP COMEDY vuol dire STARE IN PIEDI A FARE LO SCEMO…

…solo che, come titolo, è troppo lungo e suona male, allora si usa scrivere STAND UP COMEDY. Cabaret, insomma.
Vabbè, prendere un microfono in mano e dire COSE, anche importanti, davanti ad un pubblico, però facendolo ridere; un po’ come quando cercavo di spiegare alla direttrice della mia Banca i mille motivi per cui non riuscivo a pagare il mutuo e chiedevo che venisse sospeso almeno di tre mesi.
Le pazze risate.

La mia natura Zen ed il mio percorso verso l’espansione infinita (maddai), non può intaccare minimamente il mio senso del divertimento puro, il fatto di voler ridere, e far ridere, anche quando spesso i sentimenti che proviamo sono esattamente opposti alla gioia; tradotto, mi piace scherzare sulla follia delle commissioni d’invalidità, anche se il primo sentimento quando esco da quei posti sarebbe di andare a casa, conciarmi il viso tipo Commando, tornare indietro con un bazooka sulla spalla e far saltare tutto in aria.

Eh no, miei cari lettori, perché l’ironia è il sale della vita, come scriveva… come scriveva… ah già, l’ho scritto io.
Autocitarsi è megalomane? No, per nulla. Si tratta di ventate di autostima, tutto qui.

Poiché dobbiamo essere come l’acqua – be water – e questo non lo dico io, ma fu uno dei pensieri cardini divulgati da Bruce Lee, io cambio spesso forma, come potete vedere voi stessi, e tocco la poesia, il teatro, la satira, i liberi pensieri.
La mia prima esibizione satirica è avvenuta in Piazza a Cremona anziché in un circolino fra amici, con uno spettacolo di oltre due ore dai toni cattivissimi e senza freni, (dove rischiai anche di essere linciato), per questo per me lo Stand Up Comedy nei locali è una specie di seratina allegra e goliardica da passare in tutta scioltezza.

Non sto a preparare chissà quali testi – e se lo faccio, di certo non sto a rivelare qui i miei segreti! – perché la vita, la vita di tutti i giorni, se osservata e vissuta pienamente, fa già ridere di brutto, e basta raccontare quella.

Boh, vediamo come andrà a questo giro; se riesco faccio qualche video e ve lo pubblico, ammesso che non volino pomodori e cose del genere. Promesso.
Parola di Rò
(scritto da uno che prende farmaci che come effetto principale fanno perdere la memoria, potete crederci)

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