Quale censura?

La censura a volte è forte e volgarmente sfacciata, come quella che esercitano i ministri dei Governi.
A volte, invece, è subdola, strisciante, fatta di mancate possibilità, di esclusione, di preferenze silenziose, di antipatie personali, di opportunità preziosissime mai date ad alcuni e regalate sempre agli stessi, alla faccia delle pari opportunità.

È la censura che esercitano sindaci ed assessori alla cultura in Italia, capetti fascistelli di sinistra e di destra che dettano legge nel proprio territorio, senza che nessuno si scandalizzi.

Sei mai finito nelle maglie della censura?
Fa male, brucia. Soprattutto quando vedi altri realizzare le iniziative che avevi progettato tu, con fatica e sudore, ansia e speranza.

Poi, però, tutto deve passare, perché sbagliamo a porci con rabbia ed attrito nei confronti del mondo, poiché possiamo cogliere lo scorrere della vita, e farne parte, nuotando nella giusta direzione.

Gli effetti della censura, però, restano e i responsabili, protagonisti rampanti che vivono di luce riflessa, nascondono con vacui sorrisi la vergogna di tali scellerate azioni, circondandosi di inconsapevoli leccapiedi.

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