Sento lievi rumori, allorché conoscevo solo silenzio
odo il silenzio, nel mezzo del frastuono.
Laddove tu scorgi il possente guerriero indossare
luccicante armatura, a cavallo d’invincibile destriero
appare ai miei occhi fragile uomo di paglia,
vestito di stracci, a spaventare uccelli di campo.
E, lo spaventapasseri impagliato che tu vedi,
tanto inutile quanto privo di peso,
per me pare un saggio maestro
infinitamente forte e degno di riverenza.
L’inganno dell’olfatto coglie solo l’inesperto
e l’ansioso,
poiché dietro ogni odore un altro odore si cela,
ed un altro ancora,
ed un altro,
ad ogni respiro.
Così, come freddo e bagnato, liscio o sabbioso,
caldo, secco, duro o stagnante;
cosa stai toccando, tocchi tre volte:
una volta con la mente,
una volta col corpo,
una volta col ricordo.
L’inganno dei sensi s’avvale di radici robuste.
Cogliere una goccia sul primo dito,
e percepire infinite possibilità.
D’Izzia Roberto (26/06/2024, ore 16:59)
