Storie Zen di Roberto D’Izzia: “L’impermanenza”

Il giovane non riusciva a scorgere la natura dell’impermanenza nella propria esistenza, per quanto ne avesse studiato a fondo gli scritti.
Così, colto il momento adatto, chiese udienza al Maestro.

non tutto può essere impermanente. L’idea di impermanenza, per esempio, non potrebbe trasformarsi, o dissolversi. Una volta nata, rimane nel tempo. Infatti, da centinaia di anni, molti uomini di valore basano i loro studi e la loro crescita spirituale proprio su questo concetto. Dobbiamo dedurne che l’impermanenza stessa, quindi, è permanente? Se così fosse, perché credere in essa?

Il Maestro, che ascoltava con attenzione, improvvisamente si alzò, fece un giro della stanza, poi si sedette acquisendo la medesima posizione, ma lievemente spostato rispetto al punto iniziale.
L’allievo rimase sorpreso, si interruppe un istante, aggiustò la propria posizione, poi proseguì

un essere vivente cambia forma durante la propria esistenza terrena, un qualsiasi oggetto perde consistenza, le emozioni stesse mutano natura nel tempo, e tutto questo è facile da comprendere, ma… l’idea di moto infinito deve necessariamente esistere in quanto tale, e non può cambiare, altrimenti dovremmo tutti pensare che il moto possa essere finito.

Il Maestro, per la seconda volta, si alzò, e passeggiò in silenzio per la stanza, fino a riprendere posizione davanti al giovane che, questa volta, evitò di aggiungere ulteriori considerazioni o domande.
Dopo alcuni minuti di silenzio, il Maestro diede un lieve colpo alla piccola campana poggiata al suo fianco; il suono librò per la stanza, spegnendosi lentamente; l’allievo salutò con un inchino colmo di gratitudine, ed uscì.

Immagine di sfondo “I viandante”, di Roberto D’Izzia AttoreZen (14/02/2023)
SE.I.A. Senza Intelligenza Artificiale

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