Sono nato,
fra tutti gli universi possibili,
in questo Universo;
fra miliardi di pianeti inospitali, freddi o gassosi
privi di atmosfera e, comunque, ostili a forme di vita complesse,
sul Pianeta Terra,
la cui massa e distanza dal sole sono in perfetto equilibrio
per far sì che si inverino tutte le incredibili condizioni fisiche
che permettono il succedersi della vita;
fra miliardi di forme di vita esposte agli agenti atmosferici,
al bisogno di nutrimento, al pericolo costante d’esser predati e
a tutte le forme di selezione naturale,
Homo Sapiens,
un animale fisicamente fragile, ma dotato di capacità e
potenzialità incommensurabili, rispetto ad esemplari di altre specie;
fra tutti gli esseri umani che patiscono la fame, le guerre,
dittature, assenza di assistenza medica, mancanza di
istruzione e diritti basilari,
libero,
non per colpa ne’ per merito, in un luogo del mondo in cui
posso esprimere la mia opinione, studiare, cambiare lavoro,
andare in pensione, essere curato, mangiare,
riscaldarmi e bere acqua fresca;
dunque,
fra tutti gli esseri umani liberi del paese in cui vivo,
del Pianeta in cui vivo – brulicante di esseri viventi –
dell’Universo in cui vivo – brulicante di stelle, pianeti ed altri corpi celesti –
sono nato così,
ed ogni mattina mi ricordo quanto sono fortunato,
poiché la vita di cui dispongo non ha una durata certa,
e sta a me fare di ogni giorno
un giorno unico, denso, chiaro nelle intenzioni
e privo di spazi vuoti.
D’Izzia Roberto (14/12/2024)


