Amare un libro

Mentre leggi – in treno, a letto, sul divano, al parco, in biblioteca o dove ti pare – nessuno può hackerare il tuo libro e la matita con cui prendi appunti, clonare il tuo account, cancellare le tue credenziali di accesso e farti perdere anni di foto, video o post.
Fra il libro che sfogli e te esiste un rapporto in cui nessun super computer, nessuna intelligenza artificiale, nessun algoritmo e nessuna videocamera segreta potrà mai penetrare: la tua esperienza emotiva.
Toccare le pagine, leggere, poi rileggere certe frasi – o interi capitoli -, piegare leggermente l’angolo di una pagina (fare l’orecchia, si dice così?) per segnare un punto su cui vogliamo tornare in un secondo momento… ciò che accade fra noi e il nostro libro va al di là di un semplice esercizio cognitivo.

Leggere è un atto carnale, autoerotismo sublimato dalla personale crescita spirituale.

Leggere un libro è un atto che non può sentir timore di concorrenza alcuna rispetto alla tecnologia moderna; l’unico modo per superare la potenza dei libri è bruciarli, o vietarne la distribuzione.
Personalmente guardo con molto sospetto chi vuol vietare la distribuzione di libri o li brucia, in nome di un futuro venduto alla macchina, o di chissà quali censure preventive.

E tu, che rapporto hai con i libri?
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Foto di hoahoa111 da Pixabay

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