ombra_robertod'izzia_AttoreZen

L’inganno del sé immutabile (pensiero del mattino)

Questa è la mia ombra.
Posso affermare di essere io?
Non credo.
Posso dire, piuttosto, che si tratta di un effetto del sole mattutino sul prato, rispetto alla presenza del mio corpo: giacché mi muovo, essa si muove.
Presumo, dunque, di essere io, poiché ciò che vedo aderisce con l’idea che ho di me, come se l’ombra fosse l’impronta della mia esistenza sul mondo visibile; senza una fonte di luce dietro me (il sole, in questo caso), l’ombra cesserebbe di esistere, ma io sarei sempre qui, ovviamente.
Se al posto dell’ombra racchiudessi le vicissitudini quotidiane che affronto, e quelle si muovessero con me, potrei dire che tali vicissitudini sono io, o piuttosto, sono l’impronta delle mie azioni sulla realtà in cui sono immerso?
Se finisco per associare ciò che mi accade alla mia persona, la vita che vivo dovrebbe avere la forma che immagino io abbia, cioè l’ombra dovrebbe combaciare. La vita che vivo dovrebbe assomigliarmi sempre.
Nel momento in cui percepissi che la mia vita fosse diversa da come immagino di essere io, probabilmente un velo di frustrazione pervaderebbe ogni mio pensiero, parola ed azione, ed un senso di fastidiosa distonia renderebbe meno sopportabile il tutto. Come un paio di scarpe un po’ più strette.
Allora? Dove sono le istruzioni per dipanare la matassa?
Forse, vivere mantenendo un’idea delineata e stabile di sé – riconoscibile come la forma della propria ombra – conduce all’inevitabile inciampo della perdita di contatto con la realtà che, come chiunque, forma delineata e stabile non ha, perché è in divenire nel qui ed ora.

(appunto scritto alle ore 07.20 di oggi, 03/04/2025, dopo c.a un’ora di camminata)

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2 Comments

  1. L’idea che abbiamo di noi, le definizioni che diamo al nostro Io è la causa di ogni nostra distorsione mentale… il senso dell’Io è l’inizio di ogni categorizzazione del mondo, dunque di ogni giudizio sul mondo e sugli altri… il che vuol dire separare, sparare sentenze…
    Di fatto la sofferenza sta nella distanza tra ciò che siamo veramente e ciò che vorrei o desiderai essere, o insomma ciò che penso di essere!
    Ma chi sono io? Io non sono la mia storia, quella è solo una ricostruzione soggettiva ed arbitraria dell’ego stesso! Gettiamo intere vite seguendo le fisime di quell’io fittizio… diventiamo solo succubi di un sistema convenzionale di comunicazione, che costruisce narrative spinto solo dal compiacimento egocentrico…
    In verità, Io sono solo la presenza che fa esperienza di sé istante dopo istante, nel qui e ora! Io sono lo spazio in cui accadono le cose… dovrei rimanerne solo un Testimone consapevole, in modo da poter “rispondere” (chiarezza mentale) alla vita e mai “reagire” (impulsività) ad essa – evitando dunque di generare karma negativo…
    Grazie per la riflessione, Attore Zen!

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  2. Grazie a te, per aver dedicato il tuo tempo su un commento così sentito.
    Accogliere e cominciare a riconoscere una realtà non duale è l’effetto-conseguenza di un inganno svelato. Quando riusciamo a comprendere che siamo tutti in divenire, i sistemi ed i giudizi di cui parli svaniscono come bolle di sapone.
    Ci vuole solo pazienza, ma ci si arriva 😉
    🙏🧠

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