Le due poesie qui interpretate sono “Possibilità” e “L’inganno dei sensi”, grazie alle quali esprimo le perplessità di trovare una realtà oggettiva, così come siamo abituati a vederla,
poiché costantemente fuorviati dalla sintesi che la nostra mente fa degli stimoli raccolti dai sensi.
L’interpretazione di questo video è parte dello spettacolo “Synapsis – e se Dante avesse avuto internet?” messo in scena il 14/11/2025 al Circolo Endas di Ronta, Cesena.
Buona visione e buona lettura.
Possibilità
E se,
al posto dei soldi, ci scambiassimo il tempo?
Avremmo tempo per il tatto;
toccare morbidamente la
vita, tastare la materia
di cui siamo fatti ed
avere la sfrontatezza
di un abbraccio,
o una carezza.
E se,
al posto della manodopera prestassimo la compassione?
Un’amorevole compassione,
universale compassione,
facile compassione.
Non saremmo in
debito l’uno con l’altro,
nella bieca gara di chi
riesce a vivere fino
a sera.
Da mattina a sera,
solo un giorno d’orrore e
di miseria, dimenticanza
e bestialità.
Potremmo produrre bellezza e
sinergia,
oceani di idee,
foreste di mani che si stringono e
montagne di obiettivi da scalare
con ritrovata freschezza.
E se,
al posto dei bisogni
ascoltassimo il fruscio del vento
e il battito d’ali d’una farfalla bianca?
Ma come? Tu mi dici,
la farfalla non fa rumore,
e possiamo già sentire il vento,
senza ascoltarlo.
Brutture dei bisogni come discordanti increspature nel lago del silenzio
a coprire le ancestrali sinfonie della vita;
sono così tante, che non le riconosci più,
e ti paiono aggraziate.
Passi di formica e battiti d’ali, onde del mare e sangue nelle vene:
sei convinto di sentire,
ma attraversi inconsapevole
un concerto dopo l’altro,
desto solamente
se qualcuno suona la grancassa dentro le tue orecchie.
(D’Izzia Roberto (13/10/2023)
L’inganno dei sensi
Sento lievi rumori, allorché conoscevo solo silenzio
odo il silenzio, nel mezzo del frastuono.
Laddove tu scorgi il possente guerriero indossare
luccicante armatura, a cavallo d’invincibile destriero
appare ai miei occhi fragile uomo di paglia,
vestito di stracci, a spaventare uccelli di campo.
E, lo spaventapasseri impagliato che tu vedi,
tanto inutile quanto privo di peso,
per me pare un saggio maestro
infinitamente forte e degno di riverenza.
L’inganno dell’olfatto coglie solo l’inesperto
e l’ansioso,
poiché dietro ogni odore un altro odore si cela,
ed un altro ancora,
ed un altro,
ad ogni respiro.
Così, come freddo e bagnato, liscio o sabbioso,
caldo, secco, duro o stagnante;
cosa stai toccando, lo tocchi tre volte:
una volta con la mente,
una volta col corpo,
una volta col ricordo.
L’inganno dei sensi s’avvale di radici robuste.
Cogliere una goccia sul primo dito,
e percepire infinite possibilità.
D’Izzia Roberto (26/06/2024, ore 16:59)
