Regali di Natale e veleni mentali

Il giorno 04/01/2025 ho registrato un video che riguarda l’argomento del titolo. In questo articolo trovate il video e, subito dopo, la trascrizione integrale del testo. Come sempre, vi invito a lasciare i vostri preziosi commenti, e condividere questi contenuti con chiunque vogliate.

Regali di Natale e veleni mentali (Roberto D’Izzia_AttoreZen)

Avete passato bene le vostre feste? Vi siete divertiti? Avete mangiato? Vi siete scaldati? Vi siete scambiati i regali? È una cosa molto bella, sono contento per tutti voi ehm e per tutti noi che abbiamo avuto l’opportunità di farlo, sempre che questi regali siano stati fatti con i sentimenti adeguati e con un minimo di sincerità.

Io credo che il mercimonio che ha investito il mondo occidentale – ah, non sono un sociologo, e quindi vi prego lasciate nei commenti ciò che pensate, soprattutto se avete informazioni diverse dalle mie – dando un’occhiata un po’ a ai fatturati e a ciò che dichiarano di fatturare le più grandi aziende (di cui non voglio fare il nome) che si occupano di trasporti nel mondo, eh credo che ci sia una sorta di distonia in ciò che sta accadendo

Non dedichiamo più il nostro tempo, ma – chiaramente sto semplicemente generalizzando eh, quindi “noi” mica tutti, io mica conosco tutti, conosco poche persone – dedichiamo poco tempo e questo  alle persone che ci circondano, e questo poco tempo lo andiamo a, in qualche modo, rimpolpare, rimpinzare, sostituire con dei regali, con degli oggetti cercati su internet, trovati un po’ all’ultimo tempo, ma anche per noi! Anche per noi facciamo la stessa cosa.

E questi oggetti devono giungere nelle nostre case, oltretutto, nel breve, nel minor tempo possibile, con dei prezzi scontati, a prescindere dalla loro qualità, per cui (quindi) neanche vogliamo pagare per il lavoro che è stato fatto dietro, per realizzarli, quali che siano: libri, maglioni, giocattoli o attrezzature di qualsiasi tipo, a noi non importa: noi vogliamo questi oggetti nelle nostre case o nelle case delle persone a cui li regaliamo nel minor tempo possibile e al minor prezzo possibile.

Mi sfugge il senso di questa nuova tendenza (‘nuova’, parlo di decenni) potrei azzardare a delle ipotesi ma, non sono un sociologo.

Mi sembra interessante un’idea, un’idea che propongono alcuni saggi di qualche migliaio di anni fa, secondo la quale noi siamo soggetti a, ad alcuni chiamiamoli ‘disturbi’ (sorride) della quiete quotidiana e – loro (i saggi), li chiamano veleni mentali – che sono ATTACCAMENTO ossia BRAMA, AVVERSIONE e CONFUSIONE (ignoranza). E cosa vuol dire?

Noi siamo estremamente attaccati, estremamente attaccati alle cose o alle situazioni o alle persone, questo genere (tipo) di attaccamento genera (crea) il bisogno di coltivare ulteriori situazioni per mantenere le situazioni così come sono oppure compriamo nuovi oggetti laddove gli oggetti che già abbiamo non ci piacciono più anche se sono estremamente funzionali, nuovi, vanno benissimo… e siamo attaccati più che altro alla sensazione di benessere che proviamo nello scartare il pacco o nel ricevere il.. l’avviso del simpatico ragazzo, o della ragazza, che suona il campanello, e che ci dice «guarda che è arrivato il pacco».

Aspettiamo dietro la porta che arrivi il corriere un po’ come il bimbo che aspetta la slitta di Babbo Natale, ecco… mi vedo e vedo noi un po’ come tanti bambini cresciuti che ancora aspettano la slitta di Babbo Natale. Questo attaccamento ovviamente non riguarda, come dicevo prima, gli oggetti e basta, ma anche le persone, ma anche le situazioni in cui ci si trova.

L’avversione è l’altra “cosa” mentale diciamo che ci disturba, è ciò che ci dà fastidio ecco, detto in parole povere, in parole semplici…

Ciò che ci dà fastidio noi lo vogliamo allontanare, e le cose che noi vogliamo allontanare ci irritano quotidianamente, un po’ lo stesso motivo per cui buttiamo gli oggetti anche se hanno una crepa (sorride), o hanno un graffietto, o hanno una cosina che non funziona, anziché aggiustarli oppure semplicemente tenerceli così come sono, noi li buttiamo e… stessa cosa facciamo con le relazioni, noi anziché sforzarci di aggiustare aggiustare (ripete con enfasi) una relazione in qualche modo, la buttiamo, non sempre perdendola, mantenendola, magari, ma la buttiamo nella qualità.

E, nelle condizioni in cui siamo, buttiamo anche noi stessi, noi proviamo avversione anche verso noi stessi.

Ma, la condizione diciamo psicologica e mentale che più mi affascina è la CONFUSIONE, e vale a dire non avere le idee chiare né su ciò che si sta studiando, se si segue un certo percorso filosofico, spirituale piuttosto che di qualsiasi tipo, né di vita: confusione su tutto, su tutto ciò che accade

– intanto guardo che l’alba ormai ci ha lasciato, anzi mi giro così ve la faccio vedere, però ormai il sole sorge

La confusione ci fa vedere le cose non come sono bensì come noi pensiamo che siano, e noi non pensiamo mai che siano nel modo corretto – non esiste un modo corretto – noi siamo sempre trascinati qua e là, sbattuti a destra e a manca un po’ come i marinai su un nave, dalle nostre passioni e… ma anche dai ricordi, ma anche dalle sensazioni, e quindi tutto ciò che accade, tutto ciò che noi vediamo dall’esterno, ciò che ci succede, ciò che tocchiamo, che vediamo, che sentiamo, ehm… tutto, noi lo filtriamo attraverso le passioni, e tutto quello che ho detto, pertanto la chiarezza mentale un po’ si lascia… si lascia andare, se ne va, da qualche parte.

Cosa comporta questo?

Non avere le idee chiare, non avere le idee chiare su ciò che bisogna fare, su ciò che sta succedendo, su ciò che noi vogliamo, su ciò che gli ‘altri’ ci hanno detto o che ci volevano dire oppure su ciò che ci piace, su ciò che succede nel mondo o (in piccolo) intorno a noi, su cosa significa il collegamento fra noi e le persone che ci circondano, e gli oggetti che ci circondano, e il cibo, gli animali, la terra…

Il collegamento fra noi e il tutto, per intenderci.

La confusione è una nebbia costante, e nella nebbia si sbaglia strada; quando la nebbia si dirada, se siamo in macchina, siamo in giro, diciamo “oh caspita, aspetta torno indietro e riprendo un’altra strada, e torno a casa”, ma la vita non funziona così; la vita prosegue, e quando noi sbagliamo strada attiviamo delle conseguenze, e quando noi sbagliamo a parlare con qualcuno o quando agiamo, queste azioni comportano delle conseguenze, e noi stessi non ci rendiamo conto di queste conseguenze, che però vediamo!

Dobbiamo semplicemente vivere con più attenzione per comprendere cosa ci piace veramente, cosa non ci piace, per quale motivo siamo attratti dalle.. da alcune situazioni, persone o cose, per quale motivo respingiamo alcune situazioni, persone o cose e, soprattutto, perché ci sentiamo tanto confusi.

Chiuderei dicendo che, secondo me un po’ di meditazione non farebbe male, anche perché alla base di tutto c’è sempre la meditazione (sorride).

Ah.. dovreste iscrivervi al canale, se vi va, dopo aver meditato su quello che ho detto (sorride), al Canale YouTube (di AttoreZen), visitare il sito http://www.attorezen.com, e spargere voce su quello che avete letto e.. insomma..

Fate quello che volete. Ciao.

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