La video Poesia di oggi è dedicata al punto di vista di un figlio sui conflitti dei genitori, ed i rapporti emotivi che ne scaturiscono.
Sotto al video trovate il testo completo.
Video poesia
Quando un figlio
Quando un figlio sente i genitori in conflitto,
si chiude in una stanza, e pensa al suo futuro
convinto che sia lo stesso a cui ha appena assistito
e già sogna di evadere
come fosse chiuso fra le mura di un carcere
così, vede conflitti ovunque, e si autoconvince
di dover creare un’armatura.
Un bambino Samurai,
che deve difendere sé da sé.
Quando un figlio assiste ad un genitore
che tratta male l’altro genitore, sempre
di giorno in giorno, al mattino, al pomeriggio ed alla sera
comincia a selezionare il proprio amore;
si chiede quanto sia giusto amare il genitore vessato
e se, nonostante i maltrattamenti cui assiste,
sente crescere il suo naturale amore,
si vergogna, lo nasconde, e lo trasforma in rabbia ed astio.
Così, il genitore vessato, avvilito e sgomento da questa rabbia,
aumenterà le attenzioni per il figlio che,
però, a maggiori attenzioni risponderà con più intenso astio indotto
alimentando un circolo vizioso triste e doloroso.
Quando un figlio sente un adulto che parla male di un altro adulto,
viene strappato con violenza dalla terra della purezza
e gettato senza pietà nelle sabbie mobili delle disfunzioni emotive,
in quel luogo e quel tempo indefiniti
in cui la sua retta percezione viene deviata dai pensieri,
armi taglienti che nessuno padroneggia con destrezza,
e che forse comprenderà da adulto, solo se sarà tanto fortunato da ridimensionarli,
per percepire meglio la realtà che lo circonda.
Un tempo e un luogo in cui egli stesso parlerà male di altre persone,
in loro assenza,
perpetrando il male del mondo, inconsapevolmente,
e solo perché lo ha visto fare da piccolo.
Se chi parla male è un genitore nei confronti dell’altro, poi,
il figlio soffre, non capisce,
vorrebbe difendere la vittima, urlando, ma accetta ciò che ascolta
perché teme di perdere l’amato carnefice.
Un conflitto interno che scava ferite come solchi,
e che un adulto certamente non vorrebbe mai imprimere al proprio dolce figlio,
se ne comprendesse la gravità .
Quando un figlio assiste alla violenza,
alimenta un simulacro di sentimento d’odio talvolta per l’uno,
talvolta per l’altro genitore.
Poi, sarà costretto a ricorrere al perdono alternato,
ponendo le basi della sua crescita su una giostra emotiva,
più che su forti radici in sé, al di sopra di bene e male.
Nella semplicità è la via percorribile,
nemici della semplicità sono l’inganno, e il retropensiero.
Dimmi, tu che leggi,
su quale terreno stai trapiantando quel piccolo albero
che cresce nutrendosi dei tuoi insegnamenti,
e del tuo esempio?
Roberto D’Izzia (02/08/2024, ore 10:39)
